IL VITTORIO VENETO FILM FESTIVAL ACCOGLIE IL MATTEI

INGEGNO CULTURA ESPRESSIONE ARTISTICA
…in una parola CINEMA!

La settimana dal 2 al 5 maggio ha avuto luogo il VVFF, la nona edizione del Festival Internazionale di Cinema per ragazzi: la kermesse di alto spessore culturale che con le sue proposte cinematografiche coinvolge i giovani in una esperienza unica sia come giurati che come fruitori dei laboratori formativi, quali gli incontri con i registi e i tecnici. Nelle diverse giornate i ragazzi divisi in diverse sale, hanno visto, commentato – a volte anche animatamente – i film in concorso: i brasiliani Para’i e Poesia & Melodia, l’olandese Hart Beat, il macedone The Liberation of Skopje, il marocchino Au Pays Des Mervelles, l’americano Sea to Shining Sea, l’italiano L’assoluto presente e film fuori concorso quali l’italiano I nostri ragazzi e l’americano In love and war. Una intensa settimana conclusasi con premiazioni anche inaspettate.

IL BRASILE DI VINICIUS TORO PARA’I E LA TERRA PROMESSA

Para’i di Vinicius Toro è un docufilm del 2017 prodotto in Brasile. Parla di una ragazza “guarani” che dopo aver trovato una tradizionale “pannocchia guarani”, affascinata dai vari colori dei semi, parte alla ricerca di un luogo in cui seminarli. Questo viaggio porterà Para’i a sfidare l’ignoto, a lasciare la sua famiglia, a mettere in discussione se stessa, la sua posizione, quella della sua famiglia e del suo popolo rispetto al resto del mondo. Per noi ragazzi abituati ai ritmi veloci e agli effetti speciali è stato un po’ difficile digerire questo film caratterizzato dai colori e suoni tenui, dal ritmo lento, dalla storia semplice. La maggior parte della sala ha etichettato il prodotto come soporifero e poco interessante, e non ha colto la poesia della fotografia, il messaggio del regista o il fatto che si possa raccontare una realtà anche attraverso una produzione economica. Ma è abbastanza ovvio, la realtà brasiliana è molto lontana dalla nostra e noi non abbiamo la sensibilità per comprendere appieno le condizioni in cui vive il popolo guaranì, i problemi primari legati alla terra che influiscono sulla loro sopravvivenza e come questi siano visti e vissuti attraverso gli occhi di una ragazzina. Il Docufilm ha avuto la sua funzione di documentario cioè di presentare in modo nudo e crudo la lotta per la terra: nessuna inquadratura fuorviante, nessuna scena complessa, nessuno spreco di colori, parole, immagini….la terra accoglie, la terra riceve, la terra brucia, la terra resiste…la terra dona.

IVANO DE MATTEO E VALENTINA FERLAN GENIO E SREGOLATEZZA CON UN PIZZICO DI NOSTALGIA PER LA PELLICOLA Il regista Ivano de Matteo e la scenografa Valentina Ferlan hanno raccontato vari aneddoti e retroscena riguardanti la loro carriera, la loro vita e il film. Per de Matteo gli attori e il cast tecnico sono come una famiglia dato che utilizza quasi sempre gli stessi, tra cui Alessandro Gassmann e Giovanna Mezzogiorno, che interpretano rispettivamente il ruolo dell’avvocato e della moglie del medico in questo film. Il regista ha sottolineato la bravura di quest’ultima soprattutto per la scena in cui, rendendosi conto di ciò che il figlio aveva commesso, si lascia venire meno, cadendo a terra come un peso morto. Durante la conversazione gli è stato chiesto perché nella casa dell’Avvocato ci fossero delle righe di nastro adesivo rosso. Lui, ha risposto, dicendo che l’inquadratura in quella posizione faceva risaltare la figura che si trovava all’interno del nastro, rendendo sospetta. Continuando a conversare con de Matteo, abbiamo scoperto che in passato ha frequentato una scuola di teatro e ci ha mostrato diverse tecniche per cambiare il proprio stato d’animo, ad esempio come farci piangere, ridere o esprimere qualsiasi stato d’animo a comando grazie all’uso del diaframma. Al di fuori della sfera professionale, il regista ci ha raccontato un aneddoto riguardante sua figlia, di come lei usi i social network (come musically) senza sapere in realtà che con una fotocamera o una videocamera potrebbe avere un risultato migliore con una maggiore qualità, ma lei non è l’unica a fare uso di queste applicazioni. Infine ci ha fornito alcuni consigli su come diventare un buon regista ampliando la nostra fantasia leggendo, legge

ndo, leggendo e studiando…

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